Lago di Canterno

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PanoramicaGermano reale (Anas platyrhyncos)airone cenerino (Ardea cinerea)Garzetta (Egretta garzetta)Airone bianco maggiore (Casmerodius albus)svasso maggiore (Podiceps cristatus)cormorano (Phalacrocorax carbo)folaga (Fulica atra)gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) gheppio (Falcus tinnunculus) Nibbio bruno (Milvus migrans)Massimo invaso del lagoPolygonum amphibium La penisolaIl Castello
Il Castello
Oltre agli aspetti naturalistici, molto interessanti sono quelli archeologici, ad esempio all’interno dell’area, tra Monte Porciano ( 953 m s.l.m.) e la Monna (946 m s.l.m.) sono ancora oggi visibili i resti di un castello, risalente al X secolo. La rocca, che rappresentava l’insediamento fortificato dell’antica Porciano “Castrum Porciani” era costituita da cinque chiese e da un numero imprecisato di abitazioni, di cui oggi se ne possono vedere i resti (F.17).
Il castello passò da periodi di splendore a periodi di decadenza, specialmente a causa della lotta tra Chiesa e Regno di Napoli. Ad opera di Eugenio IV, passò dalle mani della Chiesa a quelle di Pietro De Viviani, il quale alla sua morte lo lasciò in eredità alla Cattedrale di Ferentino. Nel 1474 Sisto IV affidò il castello ad Antonio Della Rovere, suo parente, dopo di che seguì il suo declino ed abbandono, fu allora preso illegittimamente dalla famiglia Cajetani e in fine tornò di nuovo di proprietà della Cattedrale di Ferentino, ma questo non impedì ai residenti di spostarsi verso i centri limitrofi.
Ma la storia del castello continuò, infatti nel periodo di brigantaggio, verso il 1825, il castello fu occupato dal brigante Gasparoni il quale era a capo di una banda che agiva prevalentemente nel Lazio meridionale, i banditi portavano i religiosi sulle montagne ed ottenevano ingenti riscatti. Erano ottimi conoscitori del luogo e abili guerriglieri, inoltre godevano dell’appoggio della popolazione, dato che Gasparone era considerato un ladro gentiluomo. Molti furono gli stratagemmi utilizzati dalle autorità pontificie per poter catturare il brigante, ed alla fine riuscirono nel loro intento ricattando delle donne, avrebbero liberato i loro mariti dalle carceri se avessero consegnato Gasparone, il quale sensibile e amante delle bellezze femminili fu preso in inganno e uscì di prigione ormai ottantenne nel 1870 e morì esiliato ad Abbiategrasso pochi anni dopo.